
Qual è il tessuto migliore per le tende? Guida alla scelta, stanza per stanza
È la domanda che ci fanno più spesso: qual è il tessuto migliore per le tende? La risposta onesta è che non esiste un tessuto migliore in assoluto; esiste quello giusto per la luce, la stanza e l'effetto che vuoi ottenere. Ma se dovessimo sceglierne uno solo, il lino vincerebbe quasi sempre. Vediamo perché, e quando invece conviene guardare altrove.
Lino: il punto di partenza (quasi) sempre giusto
Il lino filtra la luce come nessun altro tessuto: la ammorbidisce senza spegnerla, creando quella luminosità naturale che rende belli gli ambienti a qualsiasi ora. Ha una caduta rilassata ed elegante, è resistente, migliora con il tempo e si adatta tanto agli interni classici quanto ai contemporanei. Le sue pieghe leggermente stropicciate non sono un difetto: sono il suo carattere.
È perfetto per il soggiorno e per chi ama uno stile naturale. Un lino bianco o avorio (come il Dedar Amicitia, disponibile nelle varianti Lino e Bianco) è la scelta più senza tempo che si possa fare. Unica accortezza: il lino puro può accorciarsi o allungarsi leggermente con l'umidità, quindi per le tende molto lunghe si può preferire un misto lino.
Cotone: il più versatile
Facile da vivere, prende bene i colori e le stampe, ha una caduta più ordinata e "disciplinata" del lino. È il tessuto ideale per le tende decorate e per gli ambienti dove le tende lavorano molto: una porta finestra usata ogni giorno, la casa con bambini. Su una base di cotone vivono benissimo le righe fresche di Colours of Arley, personalizzabili in tre altezze di riga, o le fantasie tropicali come l'Amazonas Mystique di Schumacher, disegnata da Johanna Ortiz.
Velluto e lana: quando le tende devono scaldare
Nelle stanze grandi, con soffitti alti o spifferi, la tenda ha anche un compito termico e acustico. Qui servono tessuti importanti: il velluto, con la sua caduta pesante e teatrale, e i tessuti in lana e alpaca; come il Dedar Alpaca Alto, disponibile in più di venti colori che isolano, assorbono il suono e danno agli ambienti un lusso silenzioso. Sono la scelta giusta per studio, sala da pranzo e camere padronali in stile classico o contemporaneo-caldo.
Moiré e tessuti cangianti: l'eleganza che si muove
Se le tende devono essere protagoniste, i tessuti marezzati sono difficili da battere: il disegno moiré cattura la luce e cambia con essa, come la superficie dell'acqua. Il Dedar Amoir Libre, in cotone e viscosa e in oltre trenta varianti colore, trasforma una semplice caduta in un gesto da couture. Ideale per soggiorni eleganti e sale da pranzo.
E in camera da letto?
Il criterio cambia: qui conta il controllo della luce. La soluzione migliore è quasi sempre la doppia tenda: un velo di lino leggero per il giorno e un tessuto più corposo, eventualmente foderato con interfodera oscurante, per la notte. Un tessuto strutturato come il Pierre Frey Abkaou, nelle sue varianti profonde come Nuit, dà corpo alla tenda senza rinunciare al disegno.
Tre regole che valgono per ogni tessuto
Primo: abbonda con i metri. Una tenda bella è una tenda piena: servono da 2 a 2,5 volte la larghezza della finestra, e una tenda ricca in un tessuto semplice rende più di una tenda risicata in un tessuto prezioso. Secondo: guarda il tessuto in controluce prima di decidere, perché una tenda vive di luce e certi colori cambiano completamente. Terzo: ordina un campione e appendilo alla finestra per qualche giorno: è il test definitivo, e costa pochi euro.


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